Titolo Progetto : "…Beni Comuni … Gli orti Urbani della Spezia “

Esperienza pilota

" Ognuno è un profugo perché non sappiamo nulla della nostra missione su questa terra."
Isaac Bashevis Singer esule, scrittore      

Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.), denominata “BENI COMUNI” tra:

  • AESSEFFE S.c.p.a. (capofila);
  • PROGETTAZIONE e INNOVAZIONE Srl (partner)

 Descrizione Intervento

E’ iniziato il 13 gennaio 2015 nella sede AESSEFFE della Spezia, preceduto da una conferenza stampa il 12 gennaio 2015 c/o il Comune della Spezia alla presenza di tutti i soggetti coinvolti, il progetto : “…Beni Comuni … Gli Orti Urbani della Spezia - Esperienza pilota “

Il progetto origina da una collaborazione particolare con la caritas Diocesana della spezia e le Associazioni dell’agricoltura quali la CIA.

Come è noto la Caritas Diocesana della Spezia come tutte le Caritas Diocesane è attiva negli interventi di accoglienza dei profughi che stanno sbarcando a migliaia sulle nostre coste .
Attraverso un faticosissimo lavoro di confronto con gli attori locali la Caritas Diocesana e Aesseffe hanno stretto un protocollo di collaborazione per tentare la strada della formazione rispetto alle categorie delle poverta’ emergenti , degli immigrati e dei profughi e richiedenti asilo politico.
Il progetto prevede un corso di formazione riservato ai profughi richiedenti asilo provenienti da Centri di Accoglienza e Comunita’ protette della Caritas Diocesana della Spezia. La formazione consentirà l’acquisizione di competenze e capacità volte alla manutenzione ed alla gestione del territorio oltre che alla produzione agricola.
Il progetto dedicato all' inclusione sociale prevede la riqualificazione sia promozionale e turistica, sia agricola del territorio ricompreso nelle aree destinate dal Comune della Spezia per la realizzazione del progetto Orti Urbani e contemplano l’attivazione di un percorso di integrazione sociale e trasferimento competenze specifiche attraverso una fase pratica finalizzata ad acquisire conoscenze sulla cura dei terreni, sulle biodiversità, sulla manutenzione del territorio e delle varie colture.
L’ intervento previsto si pone un traguardo ambizioso frutto di una visione che cerca l’ inclusione delle figure più fragili, attraverso un profondo scambio culturale e di cooperazione, mettendo a conoscenza i soggetti a rischio esclusione sociale, in particolar modo i migranti stranieri, della nostra tradizione identitaria più profonda, quella rurale e contadina, e affidargliela perché essi ci aiutino a custodirla e a preservarla.
Gli attori istituzionali che hanno fatto sistema sulla proposta progettuale ritengono che l’azione abbia una valenza sociale estremamente importante e di enorme portata , in quanto questo progetto sottende alla dimensione ambientale ed a quella umanitaria assieme, creando i presupposti per iniziare a tracciare una direttrice e fornire un’interpretazione possibile per la risoluzione alle problematiche del rischio idrogeologico e di gestione dei flussi migratori .

Il progetto Titolo Progetto : "…Beni Comuni … Gli orti Urbani della Spezia “
Esperienza pilota è stato condiviso con alcune realtà operanti nel settore specifico nel nostro territorio, che hanno aderito all’attivazione del progetto:
• CARITAS DIOCESANA La Spezia- Sarzana- Brugnato
• CIA LA SPEZIA -CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI
• CONFAGRICOLTURA
• Comune della Spezia
• Assessorato politiche sociali del Comune della Spezia
• Associazione Mondo Nuovo Caritas
• Cooperativa La Piccola Matita
• Cooperativa Mondo Aperto
• Prefettura della Spezia

I filoni formativi –vedono la partecipazione di docenti esperti qualificati nei vari settori di intervento, il cui scopo è quello di formare professionalmente i partecipanti, 10/12 persone selezionate dalla Caritas tra gli utenti ospitati nelle strutture e dai servizi sociali con profili idonei a tale percorso.

Scopo ultimo del progetto è quello di costituire un’esperienza pilota riproducibile di agricoltura sociale, che possa essere da esempio su come avviare sul territorio un sistema di inclusione sociale attraverso la cura del nostro patrimonio naturalistico, il ripristino di antiche tecniche edificatorie e agricole a vantaggio della tutela dell’ambiente e del territorio nonché il recupero e l’inclusione sociale, di lavoratori stranieri desiderosi di impegnarsi nel recupero del territorio, in attività di formazione”.

 

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